
Salvatore Giuliano mostra le ferite di Quarto Molino |
Nella famiglia Giuliano era il fratello maggiore che procurava il grano; ma, anche lui, venne richiamato in guerra.
Tocco` a Salvatore Giuliano, poco piu` che ventenne, provvedere ai bisogni della famiglia.
Inesperto del "modus operandi", il 2 Settembre 1943, incappo` in una pattuglia composta da due guardie campestri e da due carabinieri.
Furono inutili le preghiere e le spiegazioni.
Venne accusato di contrabbando per due sacchi di grano di circa 40 Kg. ciascuno. Gli sequestrarono il mulo ed il grano.
Intendevano arrestarlo per condurlo al "presidio americano". Egli esibi` i suoi documenti e chiese di essere denunciato ma non arrestato.
Gli sembro` che i militari si fossero convinti, quando avvistarono quattro muli stracarichi. Erano contrabbandieri "veri".
Il giovane Giuliano venne lasciato libero e da solo. Provo` ad allontanarsi, ma i militari se ne accorsero e gli spararono sei colpi.
Con due lo colpirono al fianco.
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Al carabiniere Giuseppe Mancino venne ordinato di finirlo, nel caso fosse ancora vivo, ma egli, che aveva sentito, lo precedette e lo feri` gravemente con la pistola che teneva nascosta nello stivale.
Il militare mori` l'indomani a Palermo, mentre Salvatore Giuliano, dopo aver trascorso un mese tra la vita e la morte, guari` perfettamente e si rifugio` sulle colline intorno a Montelepre. |